
L’incontro e la proposta franco-tedesca di un Recovery Fund da 500 miliardi di euro, lunedì scorso, ha rotto lo schema di contrapposizioni degli ultimi mesi: paesi del sud più Francia, Belgio e Lussemburgo da una parte e paesi del nord, guidati da Olanda e Germania, dall’altro. Con una mossa politica che ha sorpreso, il governo di Angela Merkel ha abbandonato la linea dell’intransigenza verso qualsiasi forma di investimento e di debito futuro condiviso.
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In un modo o nell’altro l’incontro dei 27 capi di stato e di governo dell’Ue che inizia oggi cambierà l’Europa. Già ora possiamo annotare due fatti importanti che scaturiscono dalle negoziazioni informali e dal clima del prevertice: uno positivo e l’altro negativo.
Se proviamo a ricapitolare i piani economici europee per rilanciare l’economia forse capiremo perché Salvini e la sua propaganda si concentrano sullo slogan “NO al MES”.
Molti italiani ed europei stanno approfittando della crisi per capire meglio come funzionino i meccanismi dell’Unione, quali siano le idee, i progetti e come si modifichino e si approvino le riforme.